venerdì 6 aprile 2012

LA PIZZA O SCHIACCIATA DI NONNA MARIA..con Quanti modi di fare e rifare



Ciao a tutti,
OGGI alle 8 abbiamo un appuntamento con Anna, Ornella e tutte le amiche di Quanti modi di fare e rifare e stiamo andando nella cucina di Federica del Blog notedicioccolato per preparare la pizza.. o schiacciata di Nonna Maria.
Federica, cosa ne dici?
Noi, siamo molto soddisfatte! E' BUONISSIMA ed è finita in un battibaleno!!!
Grazie ci hai fatto conoscere un dolce della tradizione pasquale che non conoscevamo.
Ma sapete perchè siamo così contente di partecipare a Quanti modi di fare e rifare?

c'è di mezzo il mare

ilgiardinodeisaporiedeicolori

ma perchè, intanto condividiamo insieme la stessa ricetta, senza gara, senza un vincitore, ma con la gioiosa voglia di imparare ricette che non conosciamo e anche la voglia di approfondire le tradizioni da cui nascono.
Ed è così che "studiando" abbiamo imparato che nel periodo pasquale, a Napoli le famiglie preparano la Pastiera Napoletana con il profumo dell'acqua di fiori d'arancio, in Puglia si preparano le Scarcelle: ciambelline decorate, in Calabria le Pitte con Niepita, dolcetti ripieni di marmellata d’uva, cacao, noci e cannella, in Sicilia lo zuccotto pasquale, in Sardegna i dolci ripieni di ricotta "Sas Casadinas", nel Veneto la Fugazza vicentina con crema pasticcera o panna montata, in Friuli si prepara e si regala la Pinza pasquale alla triestina, Pizza di Pasqua a Civitavecchia, Pizza dolce di Pasqua nelle Marche e in Toscana la Schiacciata di Pasqua, un dolce che proviene dalla tradizione delle case contadine!!
Anche all'estero di tutto e di più....citiamo solo l'americana Carrot Cake ossia la torta di carote, che loro amano decorare con coniglietti, carote e piccole uova fatte a mano!!!!
Che meraviglia...pensate a quante mani hanno impastato aggiungendo, via via un qualche cosa di sè.

Abbiamo preparato la schiacciata di Pasqua di nonna Maria seguendo rigorosamente la ricetta e abbiamo voluto impastare a mano perchè siamo rimaste colpite da Federica che descrive così la schiacciata:

.."quella che mangiavo da piccola e che rimanevo incantata a veder impastare dalla mia nonna, un dolce fatto di olio di gomito e pazienza, tanta pazienza, ma il cui profumo e sapore ripagano magnificamente della fatica e dell'attesa".

PIZZA (o SCHIACCIATA) di PASQUA di nonna Maria queste le dosi per 1 schiacciata

2 uova (medie)
400gr di farina (metà farina 0 e metà Manitoba)
100gr di zucchero
62ml di olio di semi (56gr)
62ml di latte intero (62gr)
18gr di lievito di birra
30gr di semi di anice
scorza grattugiata di 1 limone
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
5gr di sale

Sciogliere il lievito nel latte appena tiepido, lasciar riposare qualche minuto, poi aggiungere circa 70gr di farina, formare un panetto morbido e lasciarlo lievitare coperto con la pellicola in un luogo tiepido per 30-40 minuti.
Mettere nella ciotola le uova con lo zucchero, aggiungere la scorza grattugiata del limone, la vaniglia e l'olio a filo e mescolare fino ad avere un composto omogeneo.




A questo punto aggiungere un po' alla volta il resto della farina, amalgamare, quindi unire il panetto lievitato e quando è perfettamente amalgamato (non devono più esserci striature bianche) unire il sale.



Noi abbiamo impastato a mano. All'inizio il composto era morbido ed appiccicaticcio, ma più si lavorava più era di soddisfazione!
Quasi alla fine abbiamo messo i semi d'anice (bagnati nell'alchermes). Coperto la ciotola con pellicola e messo a lievitare per tutta la notte coperta da una bella copertina di lana.
Curata, come si dice dalle nostre parti, come un bambino piccolo.



Al mattino abbiamo ripreso l'impasto, sgonfiato e lavorato nuovamente (più lo si lavora, più soffice risulterà la schiacciata, cita la ricetta della nonna!) e coperto con la pellicola e lasciato lievitare ancora al raddoppio (sempre avvolto
nella copertina di lana).
Dopo la seconda lievitazione, abbiamo ripreso l'impasto e lo abbiamo rilavorato cercando di dargli le pieghe che Federica suggerisce, noi non siamo tanto brave...ci siamo impegnate, cercando di dargli una forma arrotondata e chiusura sotto.
Alla fine lo abbiamo messo in uno stampo alto di alluminio, che abbiamo comperato per l'occasione, fatto lievitare per 3 ore.
Federica dice Spennellare la superficie con del tuorlo d'uovo sbattuto con un po' di latte e infornare a 180°C per circa un'ora, coprendo con un foglio d'alluminio se la superficie tende a colorire troppo e noi così abbiamo fatto!
Questo è il nostro risultato!



E' PIACIUTA A TUTTI e fetta...



dopo fetta....



non è arrivata al giorno dopo!!



E con questa splendida ricetta auguriamo a tutti Buona Pasqua e diamo appuntamento alle amiche di Quanti Modi di fare e rifare il 6 Maggio alle ore 8

ilgiardinodeisaporiedeicolori

c'è di mezzo il mare

a casa di Elena del blog zibaldoneculinario
per preparare insieme ....
Ravioli di pere con speck e aceto balsamico



Elena...aspettaci...devono essere una bontà.. hanno (noi siamo delle fans) l'erba cipollina!!!

mercoledì 4 aprile 2012

UOVA....SODE CON SORPRESA



Fra pochissimi giorni è Pasqua e allora abbiamo pensato di preparare delle uova dolci e salate.
Oggi uova sode...con sorpresa e nei prossimi giorni quelle dolci...!!
Come avete visto abbiamo utilizzato delle uova sode che abbiamo farcito all'interno e poi infiocchettato con striscioline scottate di zucchine e carote e la sorpresa?!?.....un gamberetto!!

Biglietto della spesa:

6 uova
2 carote
2 zucchine
6 fiori zucchine
30 gamberetti
200 gr. robiola
erba cipollina
1 bicchiere olio evo per vinaigrette
1 limone
sale e pepe quanto serve
1 cucchiaino di senape
1 cespo scarola




Abbiamo, per prima cosa, fatto cuocere le uova, in acqua bollente salata per 10',passate in acqua fredda e poi sbucciate.
Preparato i fiori di zucchine.
Li abbiamo aperti delicatamente ed abbiamo asportato il pistillo, troncato il gambo, lavati, e fatti asciugare su un canovaccio di cotone. Con una forbice li abbiamo tagliati a striscioline e li abbiamo spadellati con un filo d'olio per 5 minuti.
E adesso prepariamo i gamberetti:
tegame con acqua, dove abbiamo fatto bollire alcuni pezzi di sedano, uno scalogno e pezzi di carota. In questo brodetto abbiamo fatto cuocere i gamberi solo per alcuni minuti. Li abbiamo scolati, eliminato il guscio e il filo nero.



Abbiamo ripreso le uova, tagliate a metà e svuotate. Il tuorlo lo abbiamo schiacciato con una forchetta e lo abbiamo unito alla robiola, all'erba cipollina tagliata a tocchetti con una forbice e alle striscioline dei fiori di zucchina. Aggiustato di sale e di pepe e abbiamo riempito con cura le mezze uova inserendo in una delle due, meno ripieno in modo da ospitare il gamberetto.



Con la strisciolina di zucchina fatta con il pelapatate e scottata in acqua bollente, abbiamo legato l'uovo coprendo così il taglio, con la strisciolina di carota scottata abbiamo fatto un "fiocco"



Abbiamo messo in un tegamino mono porzione l'uovo con alla base un poco di ripieno e un giro di gamberetti e insalata, preparato una vinaigrette alla senape che abbiamo portato in tavola in una salsierina e preparata così: in un vasetto abbiamo messo l'olio, il succo del limone, sale, pepe e 1 cucchiaino di senape, agitato bene fino ad avere una consistenza densa e cremosa.

Ma saranno graziose e... gustose!!?!!
Un bacio dalle 4 apine

lunedì 2 aprile 2012

SALAME DI CIOCCOLATO E.... SALAME DI FELINO



Se qualcuno pensa che abbiamo fatto ....confusione nel preparare questo taglierino di salame lo rassicuriamo subito.
Volevamo proprio mettere vicine vicine le fette del salame di Felino con le fette del salame di cioccolato: la nostra ricetta di oggi.
Perchè?
Semplicissimo!
Per noi, che viviamo nella terra dove viene preparato il "principe dei salami" e dove si possono visitare i musei del cibo, parlarne è una gioia.
Questi musei si trovano lungo il percorso della Via del Gusto, che attraversa diagonalmente la Provincia di Parma, e sono il Museo del Parmigiano reggiano, Museo del Prosciutto di Parma, Museo del Pomodoro e il Museo del Salame.
Oggi, appunto, alcune notizie sul Museo del Salame che è stato inaugurato nell'ottobre del 2004 e che si trova nei magnifici locali settecenteschi delle cantine del castello di Felino.



E' organizzato in cinque sezioni:

- testimonianze storiche del rapporto tra Felino ed il suo prodotto-simbolo;

- gastronomia collocata, non a caso, negli affascinanti ambienti delle cucine;

norcineria e produzione casalinga dell’insaccato, con la presentazione di un video e sequenze fotografiche;

- tecnologia di produzione, un viaggio nel tempo sulle tecnologie della produzione. Al centro della sala troneggia una grande macchina insaccatrice da salami.

- visione del video del Museo, che presenta momenti rievocativi dell’antica tecnica di produzione seguiti da una sequenza sulla produzione odierna.
Una curiosità...
Nel dialetto parmense il maiale aveva due nomi: da vivo era detto “gozén”, mentre da morto, in segno di grande rispetto, diveniva “al nimèl”, l’animale per eccellenza, quello capace di assicurare la sopravvivenza della famiglia contadina anche negli anni di carestia.

Per approfondire e magari programmare una gita vi lasciamo i link relativi
comune felino
museidelcibo



Piccole curiosità sul salame...di Felino.

Il salame di Felino si produce per tradizione con carne di maiale (sottospalla dell'animale) accuratamente selezionata, a cui si aggiungono, nella proporzione del 25-30%, parti grasse scelte fra quelle a costituzione più dura. Dopo la triturazione a pasta grossa vengono aggiunti sale, pepe in grani e nitrato, quindi, poco prima dell'insacco, pepe e aglio pestati in mortaio e disciolti in vino bianco secco.
Viene legato a mano e portato a stagionatura per circa 3 mesi.
La fetta si presenta omogenea, con i lardelli piccoli, molto magra e di colore rosso rubino
Il profumo è intenso, molto caratteristico, mentre il sapore è delicato.
Tradizionalmente viene tagliato in modo diagonale creando quindi delle fette ovali, di lunghezza circa doppia rispetto al diametro del salame. Per gustarlo al meglio è molto importante lo spessore: tradizionalmente le fette devono essere spesse quanto un grano di pepe.

E adesso prepariamo il nostro salame di cioccolato che ha, secondo noi, il vantaggio di non avere nel ripieno le uova.

biglietto della spesa per 8 persone

gr. 200 di cioccolato fondente
gr 50 di nocciole sgusciate
gr 90 di burro
2 cucchiai di miele
gr 250 di biscotti secchi
liquore a piacere
zucchero a velo

Ci siamo preparate:
il cioccolato tritato in modo grossolano
le nocciole fatte tostare nel forno caldo a 200°,le abbiamo fatte raffreddare e con un batticarne le abbiamo spezzettate.
i biscotti secchi,messi in un sacchetto di plastica per alimenti li abbiamo frantumati, sempre con il batticarne, e preparati in una ciotola.
il burro e il miele li abbiamo fatti sciogliere, in una casseruolina , a bagno maria e poi abbiamo aggiunto il cioccolato tritato.
Abbiamo mescolato con cura e una volta sciolto il tutto abbiamo unito le nocciole.
Questo preparato lo abbiamo versato nella ciotola con i biscotti triturati ed abbiamo profumato con il liquore (noi abbiamo usato il bargnolino, ma va benissimo il rum o quello che uno preferisce)
Che profumo e che bontà...



Abbiamo versato l'impasto preparato su un foglio di carta forno e gli abbiamo dato la forma di un grosso salame.



Abbiamo legato le estremità con un spago e lo abbiamo messo in frigorifero per minimo 3-4 ore. Si può preparare anche 1-2 giorni prima.
Quando ci capita di portarlo come dolce a casa di amici, lo leghiamo con la corda come se fosse un vero salame!!



Al momento di servirlo lo abbiamo spolverizzato con zucchero a velo (finta muffa) e tagliato le fette, come per il salame di felino, alte un grano di pepe!!



e.... in diagonale!!
E' un salame che piace proprio a tutti!!
Un bacio dalle 4 apine