mercoledì 3 ottobre 2012

SUGO D'UVA ....... (SUGH D'UVVA)................SAPORE DI UNA VOLTA

Vendemmia
(da “L’Arca di Noè” ed. Leonardo)
Con un secchio od un cestello
con le forbici o il coltello,
donne e uomini da ieri,
tutti allegri e faccendieri
colgon l’uva zuccherina
e la portano in cantina.
La vendemmia è un gran lavoro!
Nelle vigne era un tesoro
di quei grappoli dorati.

Or li han colti e li han pigiati;
ed il mosto in un gran tino
già fermenta e si fa vino.

L'allegra filastrocca che avete appena letto è la fotografia di quello che è successo,  nelle giornate bellissime di settembre nelle vigne: la vendemmia.
Ed è proprio in questo periodo che, dalle nostre parti,  viene preparato "AL SUGH D'UVVA" che tradotto è sugo d'uva, che tradotto è budino d'uva.

 
E' un dolce povero che si faceva in passato nelle campagne emiliane-romagnole nel periodo della vendemmia.
"NEL SUGH" quindi c'è anche la dolcezza dei ricordi  e la nostalgia di come lo faceva la nonna, di come la mamma lo metteva nelle scodelle e nei piatti, di come quello della zia fosse "UNO DEI PIU' BUONI MAI MANGIATI".

 
Ancora oggi chi lo prepara ha la voglia e la gioia di condividerlo, per l'assaggio, con parenti, amici e anche con semplici conoscenti.....così come si faceva un tempo. Tutti i contenitori vanno bene dalle tradizionali scodelle e piatti ai semplici bicchieri di plastica, alle vaschette di alluminio...anche ex contenitori di ricotta vanno bene.  

 
Ingredienti:
succo di uva rossa dolce
farina bianca
zucchero (se necessario dipende dalla dolcezza dell'uva)

le proporzioni sono:
1          litro di succo d'uva
100 gr. farina bianca
1/2 cucchiai di zucchero se necessario

oppure
1 bicchiere di succo d'uva
1 cucchiaio di farina bianca
1 cucchiaino di zucchero se necessario

  ESECUZIONE

Dopo aver lavato con cura l' uva, sgranarla in un contenitore e schiacciare a mano tutti i chicchi, lasciare riposare 24 ore,  per una breve fermentazione.
Il giorno dopo si "torchia" il tutto con lo schiacciapatate,  anche con le mani va bene  e con un colino si filtra il succo e si pesa.
Si mette una pentola con il succo d'uva ottenuto sul fuoco basso e quando è riscaldato si spegne il fuoco e si versa una metà del succo in una ciotola a parte e qui si stempera accuratamente la farina facendo attenzione a non fare grumi.. Se necessario aggiungere lo zucchero nella proporzione già detta.
Riaccendere il fuoco sotto la pentola e quando il succo d'uva ha raggiunto un bel calore, versare il contenuto della ciotola (succo d'uva-farina-zucchero) continuando a mescolare con un cucchiaio di legno. Il fuoco deve essere moderato e bisogna  mescolare continuamente per almeno 15-20 minuti dall'inizio della bollitura.
La crema così ottenuta si versa nelle scodelle, o nei contenitori preparati, si lascia raffreddare e per conservarlo anche per diversi giorni metterlo in frigorifero.  
 "AL SUGH D'UVVA"   si può mangiare a temperatura ambiente o freddo... le nostre scodelline, decorate con i chicchi d'uva tenuti a parte,  sono pronte per l'assaggio e hanno un incarico.... far ricordare il sapore di una volta!


Un bacio dalle 4 apine

domenica 30 settembre 2012

LE APINE FESTEGGIANO

SE CI VUOI SCRIVERE


"E' stata pubblicata!!"
Ma...che cosa??
L'INTERVISTA .. la nostra intervista .......dai vai a leggerla ..guarda bene
le foto...quella della nostra casa con il cortile è bellissima ..poi ci sono
altre foto..
Questo è un frammento del dialogo tra apelaboriosa ed apecucirina che ha dato inizio all'agitazione gioiosa di tutto l'alveare e non solo.

sporta di crespella
Spieghiamo bene.
Abbiamo vinto per il mese di giugno ad ex aequo con Sandra del blog “…Indovina chi viene a cena?...”.
il titolo di “chef per un mese” un concorso indetto dal giornale on line di cultura ed informazione enogastronomica e turistica  Scelte di Gusto   ed ospitato dal blog Pecorella di Marzapane.questo concorso ha la durata di 12 mesi con sfida finale fra i vari vincitori di ogni mese...e prevede, inoltre, un'intervista ai vari “chef per un mese” .  
(chi ha desiderio di partecipare è ancora in tempissimo e può leggere il regolamento ai vari link che abbiamo inserito)
Se andate su Scelte di Gusto  potrete leggere la nostra intervista e vedere la nostra ricetta

SPORTA DI CRESPELLA  CON  PESTO DI PISTACCHI,  MANDORLE,
MELANZANA,  PESCE  SPADA  E  PRIMO SALE



Le domande davvero molto belle, stimolanti e divertenti senza essere per niente banali e scontate ci hanno dato modo di raccontare del nostro mondo vero e virtuale.
E ..vi diciamo la verità, per noi che siamo delle semplici api operaie, vedere la nostra intervista pubblicata accompagnata dal commento di Tiziana del blog Pecorella di Marzapane  bravissima e generosa, nel cogliere il nostro "oltre" e a far sentire l'atmosfera della nostra famiglia ci ha emozionato.
E come dice la canzone "l'emozione non ha voce".
Il nostro GRAZIE GRANDE a tutti e un bacio dalle 4 apine

martedì 25 settembre 2012

SFORMATINO DI CAVOLO CAPPUCCIO CON ...PENSIERI VIOLA


Un antipasto semplice, di un bel colore viola e con un cuore morbido e profumato di basilico.
Il suo nome, come avete già letto, è Sformatino di cavolo cappuccio con ... pensieri viola  e alla domanda buttata lì sul tavolo: "Ma cosa sono e di che cosa sono fatti i pensieri?" si è aperta una bella e interessante chiacchierata. A volte basta il nome di una ricetta per fermarsi ...  ascoltare..e riflettere.
Cosa sono i pensieri e come sono fatti è una domanda troppo difficile per noi e ci fermiamo subito.
Possiamo però dirvi che nel nostro piatto i pensieri viola sono le bricioline che vedete 


ottenute facendo seccare alcune foglie di cavolo cappuccio viola in forno a 100° per circa 30 minuti e poi passate nel mixer per tritarle. Semplicissimo! Si conservano, in vasetti di vetro, e anche sulle vellutate sono, come si dice, belle e buone.


Ecco che cosa ci serve per preparare il nostro sformatino:
biglietto della spesa:
1 cavolo cappuccio viola
250 gr. ricotta
100 gr. circa di pesto genovese
1 tuorlo
50 gr. parmigiano reggiano grattugiato
olio evo - sale - quanto serve


Sfogliare il cavolo. Le foglie così ottenute vanno sbianchite in acqua salata bollente per 4-5 minuti.
Farle asciugare su un canovaccio pulitissimo e, con un batticarne, appiattirle il più possibile.
Prendere gli stampini mono-porzione in alluminio, ungerli, con cura, con olio evo e foderarli con le foglie del cavolo viola. 
Per il ripieno procedere in questo modo.
Mettere la ricotta in una ciotola, aggiungere il pesto genovese, un tuorlo, pizzico di sale, formaggio parmigiano-reggiano grattugiato e mescolare (che profumo!).
Con questo composto riempire gli stampini e passarli in forno a 180° per 25-30 minuti. 


Lasciarli intiepidire e capovolgerli al centro del piatto, guarnire con foglie e fiori di basilico fresco e  ...
lasciare cadere a pioggia "i pensieri viola" di cavolo cappuccio essicato.

Con questa ricetta partecipiamo al Colors & Food di Settembre,  il contest di Cinzia e Vale che questo mese è dedicato ai "Pensieri viola!".


Un bacio dalle 4 apine